Note 12 — CAPITOLO IV.
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Pietro Cherchi, il Demodoco sardo, come mi scrive quell’adorabile uomo che è il Canonico Spano, era un prodigio di memoria. Sagrestano, serviva la messa, suonava le campane; conosceva tutti per nome; distingueva al tatto le monete ed anche i colori. Poeta, componeva e improvvisava nella sua città versi che spezzavano il cuore.