Note (3) — INTRODUZIONE
Reading edition
Per evitare una confusione altrettanto perniciosa quanto, ai tempi nostri, comune, quella che proviene dal non intendersi sul significato che si annette alle parole, spieghiamo qui ciò che intendiamo per radicalismo.
Lungi da noi il pensiero di designare con questo nome coloro che aspirano ad una piuttosto che ad un'altra forma di reggimento politico.
Radicale può essere tanto il monarchico quanto il repubblicano, e sì l'uno che l'altro possono esser liberali. Per noi la distinzione fra liberali e radicali sta in ciò soltanto: che il liberale vuole raggiungere i più alti ideali dell'avvenire rispettando i diritti, la libertà, la vita di ognuno; il radicale, invece, è disposto a violare ad ogni momento la libertà ed i diritti altrui, per conseguire il suo intento.
Posta così nettamente la questione, diremo subito che fra quel prototipo leggendario di inquisitore che, dinanzi a un massacro in cui cadevano egualmente vittime eretici e cattolici, avrebbe sclamato: uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi, e Barnave, il girondino, che di fronte alle prime stragi che insozzarono la rivoluzione francese, sintetizzando in una frase cinica e crudele i concetti del radicalismo, nella seduta del 23 luglio 1789, chiede ironicamente dall'alto della tribuna: Le sang qui coule est-il donc si pur? non sentiamo preferenza alcuna.