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Pro Judaeis

Note (198) — III.

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Questo pregiudizio contro l'interesse del denaro, che rimonta ad Aristotile, e che ha per base la massima che il denaro, non essendo di per se stesso fecondo, non può produrre interesse, era comune anche a Shakespeare che, nel suo linguaggio pittoresco, definì l'interesse: La posterità di uno sterile metallo.

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