Note (235) — III.
Reading edition
I Talmudisti sembrano essersi assai preoccupati della esattezza dei pesi e delle misure. “Il commerciante all'ingrosso ripulisca le sue misure una volta al mese, quello al minuto una volta ogni dodici mesi. R. Simeone, figlio di Gamliel, dice all'opposto: il bottegaio ripulisca le sue misure due volte per settimana e netti i suoi pesi una volta per settimana, e netti la bilancia dopo ogni pesata. R. Simeone dice, questo intendere trattandosi di cose molli, ma di cose aride non occorre.” (Bavà Badrà, 88 a). “Si instituiscono commissari per le misure [perchè siano giuste] ma non per i pesi [perchè dipendono dalla concorrenza]. Rami bar Hamà dice: si stabiliscono commissari sia per le misure, sia per i prezzi a motivo degli ingannatori.” (Ivi, 890).
“È proibito di tenere in casa misure mancanti o soverchianti..... quest'intendesi nei paesi ove non sono bollate, ma dove sono bollate quando non vede il bollo non prende.” (Ivi, 897).
E certamente a queste massime si è inspirato il Maimonide quando facendo suo il precetto che leggesi in Bavà-Badrà, 886, scrisse: “È più grave la punizione di chi defrauda colle misure che di chi commette incesto, perchè questo è tra lui e Dio, e quello tra lui e il prossimo” (Maimonide, Leggi sul furto, cap. vii, lez. 8).