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Pro Judaeis

Note (20) — I.

Reading edition

Abbiamo citato a preferenza del nome di altri patrioti Ebrei quello dell'on. Finzi, e perchè pochi possono a lui paragonarsi per inconcusso patriottismo, e perchè rammentiamo d'aver letto nell'Arena di Verona del 10 novembre 1876 il seguente brano di una lettera che in occasione delle elezioni generali l'illustre uomo scriveva a quel giornale.

“Ebreo realmente, mi trovai iscritto nei registri di popolazione dove nacqui: ma nè per religione, nè per abitudini mi sono sentito ebreo in tutta la vita. Ho una religione anch'io vivida e pura che mi affratella a tutta l'umanità senza distinzione d'ebrei, di cristiani, di cattolici, di turchi, che mi è inspiratrice di nobili e delicati sentimenti, che mi insegna il volontario sacrifizio e mi dà vigore e conforto nelle ore perplesse della sventura.”

Questa lettera, fatta per attirare sul capo dell'on. Finzi i fulmini degli intolleranti di tutte le religioni, giova mirabilmente all'assunto nostro, perchè dimostra — e ce n'era bisogno? — che il fatto di esser nati ebrei piuttosto che cristiani o turchi non ha proprio nulla a vedere coi sentimenti patriottici.

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