Note 149 — CAPITOLO XXI. I Lupanari.
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Te mal tuo grado scuotere, Buon Bassareo, non vo’, Nè ciò che i sacri pampini Celano, al dì trarrò. Il frigio corno, e i timpani Deh! frena, il cui fier eco In noi di noi medesimi Desta amor folle e cieco; E con tropp’arduo vertice Ne segue Orgoglio il metro E sè di arcani prodiga, Lucida più del vetro. Trad. Gargallo.