Note 147 — CAPITOLO XXI. I Lupanari.
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Così Apulejo fa parlare la Dea stessa: «Io sono la natura, madre di tutte le cose, padrona degli elementi, principio dei secoli, sovrana degli Dei Mani, la prima delle nature celesti, la faccia uniforme degli Dei e delle Dee. Io son quella che governa la luminosa sublimità dei cieli, i salutari venti dei mari, e il cupo e lugubre silenzio dell’inferno. La mia divinità unica, ma multiforme, viene onorata con varie cerimonie e sotto differenti nomi. I Fenici mi chiamano la Pessinunzia, madre degli Dei; quelli di Creta, Diana Dittina; i Siciliani, Proserpina Igia; gli Eleusini, l’antica Cerere; altri Giunone, altri Bellona, ed alcuni Ecate. Evvi ancora chi mi chiama Ranunsia; ma gli Egizii mi onorano con cerimonie che mi sono proprie, e mi chiamano col mio vero nome, la regina Iside.»