Note 202 — CAPITOLO XXI. I Lupanari. (continued 2)
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Vuoi tu forse ch’io segga in fra codeste Prosede e avanzi d’Alicarie, amiche A’ panattier’, sciupate e infette serve? Pœnulus. Act. I, sc. 2, v. 53-55.
Noti il lettore come Plauto usi della parola scœno, invece di cœno, come dai Sabini si usava allora sostituire nella pronunzia la s al c. Così scœlum per cœlum, scœna per cœna. La medesima cosa si fa oggidì, in alcune parti d’Italia e massime in Toscana.