Note 116 — CAPITOLO XX. Le Case. (continued 2)
Reading edition
Æneid., lib. I, 703. — Il Caro poco fedelmente traduce:
. . . . Con Cerere a le mense Gli aurati vasi e i nitidi canestri, E i bianchissimi lini eran comparsi.
Avremmo avuto meglio serbato il costume d’allora se avesse tradotto:
Distribuiscon da’ canestri il pane E recan le tovaglie, a cui fur rasi I velli,
e avremmo appreso che le tovaglie potevan essere di pelli levigate; ma i traduttori soglion mirare più all’eleganza che alla precisione. Eppure, volgarizzando dall’antico, non si dovrebbe mai perdere di vista il concetto storico, pel quale anche i poemi diventano documenti di storia importanti. Giova il ripeterlo.