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Pompei e le sue rovine, Vol. 2 (of 3)

Note 266 — CAPITOLO XVII. Tabernæ.

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Gli arditi rivenduglioli Avean già tutte le contrade invase, E sin gli usci turavano alle case. Tu, di sgombrar, Germanico, Quegli spazii ordinasti, e in larga via Si cangiarono i vicoli di pria. Da incatenate bombole Or più nessun pilastro interno è stretto; Nè più il pretor nel fango è agir costretto. Fra densa moltitudine Non più il cieco rasojo alzasi, e tutti Da bettole non sono i calli ostrutti. Ebbe il barbier suoi limiti, L’oste, il cuoco, il beccajo: in Roma or stanzi: In una gran taverna eri poc’anzi. Epig. Lib. VII 61. Trad. Magenta.

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