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Pompei e le sue rovine, Vol. 2 (of 3)

Note 150 — CAPITOLO XIV. I Teatri. — L’Anfiteatro.

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Or qual mai sia la razza prediletta A’ nostri maggiorenti, e che mi sprona A fuggir come lepre, in brevi detti (Nè pudor men ritiene) io ti confesso Roma, o Romani, divenuta greca (Benchè la feccia achea qual può formarne Picciola quota?) digerir non posso. Pria di questa nel Tebro il siro Oronte Era sboccato; e già sermon, costumi, E flauti e cetre da le corde oblique Seco tratti vi avea, frigi timballi, E merce di fanciulle al Circo esposta. Voi, cui fan gola barbare lupatte Vario-mitrate, itene pure a loro. Trad. Gargallo.

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