Note 36 — CAPITOLO XII. I Teatri — Teatro Comico.
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Fescennina licenza, a cui ben questo Costume aprì la via, con versi alterni Rustici prese a dardeggiar motteggi, E omai l’ammessa libertà, cogli anni Rinnovandosi ognor, piacevolmente Folleggiò, sinchè poi l’inferocito Scherzo scosso ogni fren, cangiato in rabbia, Già minaccioso gli onorati Lari Impunemente penetrare ardio. Quei che sentiro i sanguinosi morsi, Muggir di duolo, e quegli ancor non tocchi Su la sorte comun stetter pensosi: Ch’anzi legge e castigo allor fu imposto, Perchè descritto in petulanti versi Alcun non fosse. Ecco littor temuto Cangiar fe’ metro, e sol diletto e lode Ormai risuona su le aonie corde. Trad. Gargallo.