Note 32 — Il Ghetto e gli ebrei di Roma. (1853).
Mario Corsi translation
Da quando il Gregorovius scrisse queste pagine sono scorsi più di cinquanta anni; da quell'epoca gli ebrei hanno acquistato tutti i diritti degli altri cittadini ed il Ghetto è scomparso. La sua completa demolizione, eseguita dal 1885 al 1888, venne compresa nel piano regolatore della città ed in quello dei lavori del Tevere e l'area su cui sorgevano i poveri ed infetti abituri degli ebrei e che va dal portico d'Ottavia al palazzo Cenci, costeggiando il Tevere, lungo i muraglioni tra il ponte Quattro Capi e quello Garibaldi, è destinata alla fabbricazione e vi sorge maestoso il nuovo monumentale tempio israelitico costruito nel 1903 su disegni del Costa e dell'Armanni.
La popolazione del Ghetto si è sparsa un po' per tutta la città: un forte nucleo ha passato il ponte Garibaldi per andare ad abitare il nuovo quartiere dei Prati di San Cosimato alle falde del Gianicolo; però nelle vecchie strade circostanti al Ghetto si vedono tuttora molte botteghe di ebrei. (N. d. T.).