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Paolo Pelliccioni, Volume 1 (of 2)

Note 13 — CAPITOLO QUINTO. Contradizioni.

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Se anco dettando racconti, io mi studio, per quanto so, pigliare cura della lingua, sia procurando rimondarla da modi e voci barbari, sia rimettendo in uso parole obliate, sia raccogliendone altre sfuggite alla diligenza dei Collettori, confido non cavarne biasimo; molto più che per le scritture degli ufficiali del Governo, le dicerie dei parlatori nel Parlamento, e lo scombiccherare della più parte dei giornalisti, se lo idioma nostro non diventa il gergo franco adoperato su per gli scali del Levante, e' vuol essere un vero miracolo di Dio. Però parmi bene notare qui, che nelle pagine antecedenti adoperai la parola sgallinare la quale non mi occorse registrata nei Vocabolari delle lingue; tu la troverai nel t. VIII, pag. 81 delle opere di N. Macchiavelli ed. Conti. — Niccolò aveva domandato ai Signori Dieci, durante la legazione al Valentino, gli mandassero 50 ducati, e 16 braccia di damasco nero per farne presente, e questi mandarongli i ducati e il damasco; Biagio Bonaccorsi scrivendo a Niccolò il 12 Dicembre 1502, rispetto a queste sedici braccia di damasco, avvertiva: = voi sgallinerete pure un farsetto da questo drappo, tristaccio, che siete! = Onde e' sembra che stia a significare: buscare su, o avvantaggiarsi con malizia; ed io lo reputo modo vivo e pieno di acconciatezza da meritarsi che si rimetta in onore.

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