Note 7 — ORIGINE DELLA LINGUA ITALIANA
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Fin dal secolo passato, Scipione Maffei avvertiva che «i nostri odierni dialetti non altronde si formarono, che dal diverso modo di pronunziare negli antichi tempi, e di parlar popolarmente il Latino; la qual diversità non altronde nasceva, che dal genio delle varie lingue che avanti la Latina correvano.» (Verona Illustrata; Milano, 1825–26; vol. I, pag. 27.—Cfr. anche vol. II, pag. 540–41.)—«Può dirsi che il francese, in fondo, sia un latino pronunziato da Celti.» (Littré, Histoire de la Langue française; sixième édition; Paris, 1873; vol. I, pag. 263.)—Intorno alle corrispondenze tra l’umbro antico e i moderni dialetti umbro—romani, in alcune proprietà del vocalismo, e specialmente nella preferenza per e atona, soprattutto finale, sull’i, si vedano le Osservazioni del Caix sul Vocalismo italiano (Firenze, 1876).