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Origine della lingua italiana

Note 3 — ORIGINE DELLA LINGUA ITALIANA

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Molti separano il catalano dai dialetti provenzali, ma i suoi caratteri specifici non paiono sufficienti per rendere obbligatoria questa separazione. Sufficienti invece sono certamente quelli che l’Ascoli ha scoperto in un altro tipo idiomatico, che tramezza tra il francese e il provenzale, e che da lui perciò è stato chiamato franco–provenzale. Ecco le parole con cui l’insigne glottologo cominciava il suo saggio: «Chiamo franco–provenzale un tipo idiomatico, il quale insieme riunisce, con alcuni suoi caratteri specifici, più altri caratteri, che parte son comuni al francese, parte lo sono al provenzale, e non proviene già da una tarda confluenza di elementi diversi, ma bensì attesta la sua propria indipendenza istorica, non guari dissimile da quella per cui fra di loro si distinguono gli altri principali tipi neolatini. L’ampia distesa di dialetti, in cui è ancora e per ora dato riconoscere il tipo franco–provenzale, ammette e richiede, come ogni altro complesso neo–latino, suddistinzioni parecchie; ma costituisce, anche nell’ordine geografico, un tutto continuo. La cura di determinare rigorosamente gli estremi confini del complesso franco–provenzale, dev’essere riservata a studj ulteriori. Qui intanto si mostrerà, come questa serie di vernacoli si stenda, nella Francia, per la sezion settentrionale del Delfinato (dipartimento dell’Isera); indi passi il Rodano in doppia direzione: verso ponente, per occupare una parte, e forse la maggior parte del Lionese; e verso tramontana, per far sua la sezion meridionale della Borgogna (dipartimento dell’Ain); onde poi, come in colonna longitudinale, appar che s’incunei, non senza patire molti danni, tra il francese a ponente ed a levante, tanto da attraversare l’intiera Franca–Contea e metter capo ben dentro al territorio lorenese (sezioni dei dipartimenti del Jura, del Doubs, dell’Alta Saona—si raggiunge anche l’Alsazia con la varietà di Giromagny, distretto di Belfort—e dei Vogesi). Ma Francia è oggidì anche la Savoja, tutta franco–provenzale; e son franco–provenzali, nella Svizzera, i dialetti proprj dei cantoni di Ginevra, del Vaud, di Neufchâtel con un piccolo tratto di quel di Berna (tra il Jura e il lago di Bienne, ma son francesi, all’incontro, i vernacoli del Jura bernese), della maggior parte del cantone di Friburgo, e della sezione occidentale del canton Vallese. Di qua dall’Alpi, finalmente, spettano a questo sistema i dialetti romanzi che sono proprj della Valle d’Aosta, e quello della Val Soana.» (Arch. Glott., vol III, pag. 61–62.)

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