Note 207 — INTRODUCCIÓN X (continued 4)
Reading edition
Son muy raras las alusiones á la Celestina en los eruditos y humanistas de Italia, pero un curioso pasaje de Giraldi Cinthio parece indicar que tuvo imitadores: «In questo errore mi pare che trascorresse l' autore della Celestina spagnuola, mentre volle ella imitare la comedia archea, già sbandita come biasimevole da tutti i teatri; ne pure incorse in questo errore, ma in molti altri, non solo nell' arte ma nel decoro ancora, degni da essere fuggiti da chi lodevolmente scrive, ancora che non vi siano mancati di quelli che la si hanno proposta per esempio, intendendo più a quei giuochi spagnoli, che alla convenevolezza della favola».
El error que achacaba Giraldi Cinthio al autor de la Celestina era que dejaba demasiado patente el artificio dramático: «portando negli occhi e nelle orecchie degli ascoltanti l'artificio, il quale vuole essere celato sotto il naturale, che altrimenti diviene egli tedioso e spiacevole».
Scritti Estetici di Giambattista Giraldi Cinthio (Milán, 1864, en la Biblioteca Rara de Daelli), tomo II, Discorso ovvero Lettera... intorno al comporre delle Comedie e delle Tragedie (escrito en 1543), pág. 99.
En otro lugar de la misma disertación, desgraciadamente mutilado por la cuchilla del encuadernador en el ejemplar de la Biblioteca de Ferrara que ha servido de texto para ésta (pág. 31), vuelve á insistir Giraldi Cinthio en la peregrina idea de considerar como imitador de la antigua comedia ateniense (que es la que llama comedia archea) á Fernando de Rojas, que seguramente no conocía á Aristófanes ni tiene con él ningún punto de contacto: «delle quali convenienze è stato imitatore sovra tutti gli altri l' autore della Celestina...».