Note 49 — APPENDICE
Reading edition
Tolgo dalla N. Antologia 16 Maggio 1901 questa lettera degna di un brigante dei più feroci diretta da Napoleone a Re Giuseppe a proposito dei ribelli di Napoli:
"Ho inteso avete promesso non imporre tasse di guerra, e proibito di esigere la tavola dai vostri ospiti. Piccolezze! Non colle moine si guadagnano i popoli. Decretate una contribuzione di trenta milioni. A Vienna dove non c'era un soldo io ne posi una di 100 milioni, e fu trovata ragionevole. Avrei gusto che la canaglia di Napoli si ammutinasse; in ogni popolo conquistato un'insurrezione è necessaria.... Non sento abbiate fatto saltare il cervello a un solo lazzarone.... Ho udito con piacere la fucilazione del marchese di Radio.... mi fa gusto il sapere che fu incendiato un villaggio insorto: mi immagino l'avrete lasciato saccheggiare dai soldati.... La giustizia e la forza sono la bontà dei Re, che non bisogna confondere con la bontà dei privati. — Aspetto d'udire quanti beni avete conquistati in Calabria, quanti insorgenti giustiziati. Niente perdono. Fate passare per le anni almeno seicento insorgenti, bruciar le case dei trenta prìmari di ogni villaggio, e distribuite i loro averi all'esercito. Mettete a sacco due o tre delle borgate che si condussero peggio: servirà d'esempio, e restituirà ai soldati l'allegria e la voglia di operare".