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Note di un viaggio in Persia nel 1862

Note 27 — X. Partenza da Diulfa. — Ghelim kiayà. — Marend. — Il monte del castello. — I Tepe della Persia. — Passo del Maschuk. — Sofian. — Solenne ingresso in Tauris. — Nostri alloggiamenti. — Ozj forzati. — Bozzetti zoologici. — Lo storno roseo.

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A tutti è noto come in certi casi sia difficile, a chi non dispone di un copioso corredo di materiali di confronto, la determinazione precisa di frammenti isolati di ossa. Quelli che si prestano ad una simile operazione tra i pezzi da noi raccolti nel monticello di Marend, spettano a ruminanti domestici. Di particolar interesse è un grosso frammento di mandibola co’ molari molto consumati, e che si distingue per la crescente larghezza della mandibola stessa, partendo dal margine alveolare, press’a poco come nei majali. In una mia breve memoria inserita nella Rivista contemporanea (Agosto 1863.), ho creduto poter riferire questo frammento ad una specie di cervo; ma poscia, uno de’ più esperti paleontologi dell’epoca nostra, il sig. Lartet, al quale io aveva communicato un modello di quel frammento, mi scrive che, a suo avviso, malgrado l’aspetto cerviforme da que’ molari preso per la consumazione, quel frammento deve riferirsi piuttosto ad un bue di piccola statura. Rimane sempre il carattere accennato della grossezza della mandibola, maggiore assai che nelle ordinarie razze domestiche del bue commune.

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