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Note di un viaggio in Persia nel 1862

Note 20 — VII. Abbas Mirza, Jermoloff e Paskevitsch. — Erivan e la sua cittadella. — L’Ararat e le sue dipendenze. — Alcuni tratti della fauna del paese. — Abbozzo orografico degli altipiani dell’Armenia russa. — Nachidjevan. — Djulfa.

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Non è chi, visitando la cittadella di Erivan, sfugga al racconto di questo episodio della vita di Hussein Khan. Era nel paese una zitella armena, decantata per la sua bellezza, e fidanzata ad un giovane della sua religione. Il Sardar la fece rapire e trarre nel suo harem; ed ivi colmandola di affettuose premure e di ricchi doni, tentava ogni mezzo per vincerne l’animo restio. Una delle sue notti angosciose, la giovane prigioniera ode, a piè della rocca, fra il mormorio del Sanga, un canto noto e caro al suo cuore: e nel delirio amoroso si precipita dalla finestra, e rimane tramortita a piè delle mura nelle braccia del suo disperato amante. Le guardie accorrono, riconducono i due innamorati al cospetto di Hussein Khan, il quale, commosso da un ardente affetto che oramai disperava poter rivolgere a lui stesso, accordò ad entrambi immediata libertà.

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