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Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. III

Note 101 — LIBRO SECONDO

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In fine del discorso il Machiavelli sembra addirittura rimettere il Papa alle informazioni che gli darà a voce il Cardinale. Egli dice in fatti che, se non si provvede a tempo, le condizioni in cui Firenze si trova, possono da un momento all'altro, esporre i Medici a mille pericoli inaspettati, e già li tengono fra mille fastidî insopportabili a qualunque uomo: «Dei quali fastidî vi farà fede la Reverendissima Signoria del Cardinale, sendo stato in questi mesi passati in Firenze.» Opere, vol. IV, pag. 122. Questa ci sembra un'altra prova che l'invito venne per mezzo del Cardinale, il quale del resto, anche secondo gli storici del tempo, fu quegli che interrogò i cittadini, lasciando intendere che lo faceva d'accordo col Papa.

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