Note 72 — LIBRO SECONDO
Reading edition
Questa lettera fu la prima volta pubblicata dal signor Innocenzo Giampieri nel volume Monumenti del Giardino Puccini (Pistoia, 1845), a pag. 288, e poi in una Strenna Poliantea (Firenze, Stamperia granducale, 1846), a p. 43. Venne anche ripubblicata dall'Amico e dal Mordenti, ma sempre assai scorrettamente. Tutti vi pongono la data 1524, a torto interpretando così lo scritto originale, che dice solo: a dì 24. Si può solo congetturare che sia stata scritta nel 1506. Allora il Machiavelli era nella seconda sua legazione a Roma, e sebbene, avendo dovuto seguire papa Giulio II, non apparisca che si fermasse mai in quella città, pure le lettere si mandavano a Roma, dov'egli era accreditato. Il suo continuo viaggiare allora spiegherebbe anche la scarsità delle sue lettere alla famiglia, di che tanto si doleva la Marietta. La bambina, di cui ella scriveva, era la Bartolommea; il bimbo deve essere Lodovico. Nel 1503, quando il Machiavelli andò nella prima sua legazione a Roma, non aveva che un figlio solo. Nè si può supporre che la lettera sia del 1527, perchè, sebbene allora andasse per qualche giorno presso Roma ed a Civitavecchia, non ebbe, che si sappia, in quell'anno un figlio, nè la Bartolommea era una bimba. E per le stesse ragioni non si può neppure supporre che sia del 1525, quando il Machiavelli fece, come vedremo, un'altra breve gita a Roma. Diamo in Appendice, doc. III, la lettera nella sua vera forma.