Note 500 — LIBRO SECONDO (continued 6)
Reading edition
Vedi la lettera di Giovanni Mannelli al Machiavelli in data di Venezia, 28 febbraio 1525 (1526) nelle Opere (P. M.), vol. I, pag. XC. Anche in questa lettera si segue lo stile fiorentino, e ne abbiamo la conferma nei Diarî di Marin Sanuto, il quale dice che il 5 febbraio 1525 (cioè 1526, giacchè a Venezia l'anno cominciava il 1º marzo): «Fo etiam fato una comedia a S. Aponal, in chà Moresini.... et fo una de Plauto di do Fratelli, non molto bella, la quel compète a hore 4 de note.» V. i Diarî a stampa, vol. XL, col. 785. E qui dobbiamo aggiungere che la recita della Mandragola, la quale, a pag. 149 di questo volume, ponemmo il 13 febbraio 1523, ebbe, secondo il Sanuto, realmente luogo in quel giorno, «a li Crosechieri,» ma nell'anno 1521, stile veneto, che risponde al 1522 stile comune (vol. XXXII, col. 458). «Fo ricitata,» egli dice, «un'altra comedia in prosa.... di uno certo vechio dotor fiorentino, che havea una moglie et non potea far fioli etc. Vi fu assaissima gente con intermedi di Zuan Polo et altri bufoni.» Ma non si potè recitare il quinto atto, «tanto era il gran numero de le persone.» Lo stesso Sanuto nota poco dopo (col. 466) che il giorno 16 di quel mese «Fo di novo ai Croseschieri recitata la comedia dil Fiorentino, non compita l'altro giorno. Io non vi fui per....»