Note 431 — LIBRO SECONDO. DAL RITORNO ALLA VITA PRIVATA ED AGLI STUDI SINO ALLA MORTE DEL MACHIAVELLI. (1513-1527)
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Il Tommasini (II, 38-39) crede invece che il Machiavelli adoperi la parola virtù nel senso in cui l'adoperavano Galeno e i medici quando accennavano alla virtù del farmaco. Ed, insistendo sul paragone colla medicina, dice che chi questo non riconosce non può comprendere il sistema filosofico del Machiavelli. In una nota poi (pag. 39 nota 1) aggiunge: — Il Villari riconosce che pel Machiavelli la parola virtù significa sempre coraggio, energia così nel bene come nel male, ma ha torto di credere che tale significazione abbia soltanto «per lui», che alla virtù cristiana «dà piuttosto il nome di bontà.» —
Non mi fermo qui sopra una questione sulla quale più oltre discorro a lungo. Osservo solamente che il Machiavelli spesso deplorò che la religione cristiana spingesse alla mansuetudine mentre quella dei Greci e dei Romani inculcava invece l'energia ed il patriottismo. Nel Principe (cap. VII) egli parla della ferocia e virtù del Valentino. E io non so che altri molti facciano uso della stessa parola nello stesso significato.