Note 587 — LIBRO SECONDO. DAL RITORNO ALLA VITA PRIVATA ED AGLI STUDI SINO ALLA MORTE DEL MACHIAVELLI. (1513-1527) (continued 3)
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L'Ellinger nella Vierteljahrsschrift für Kultur und Litteratur der Renaissance (vol. II, pag. 17 e segg., Berlin, 1886) osserva che nell'Utopia si trovano alcuni concetti assai poco morali, che ricordano il Principe. Gli abitanti dell'isola, per far la guerra, si valgono di un altro popolo, che pagano bene, ma che espongono a tutti i pericoli, salvo alcuni casi, nei quali difendono essi con grandissimo valore la loro patria. E quando debbono combattere un qualche Stato vicino, cercano, con tutte le arti lecite ed illecite, di promuovere in esso la guerra civile, ed anche di farne ammazzare il sovrano, con promesse di larghi premi. Da ciò il sig. Ellinger conclude, che certe massime sono proprie dei tempi di guerre e di odii religiosi, nei quali, senza scrupolo di sorta, si ricorre ad ogni mezzo onesto o disonesto. Ma bisogna notare che tutto quello che viene dal critico tedesco giustamente osservato e biasimato, è nell'Utopia affatto secondario ed eccezionale, nè costituisce punto il carattere generale del libro, che è invece animato da un alto senso morale: si potrebbe dire piuttosto che si tratta d'una delle fantastiche bizzarrie, che non mancano in lui. Quanto al Machiavelli, non è possibile parlare di passioni o di odii religiosi, che nè egli, nè la società in cui viveva, sentivano allora.