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Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. II

Note 541 — LIBRO SECONDO. DAL RITORNO ALLA VITA PRIVATA ED AGLI STUDI SINO ALLA MORTE DEL MACHIAVELLI. (1513-1527) (continued 3)

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Anche queste parole han dato occasione a molte dispute sul vero titolo del libro. È assai probabile che, quando il Machiavelli scriveva la sua lettera, non avesse ancora fissato il titolo preciso che voleva dare al suo lavoro. Nei Discorsi lo chiamò prima (lib. II, cap. I, pag. 183) il «nostro trattato dei Principati,» e poi (lib. III, cap. XLII, pag. 437) il «nostro trattato del Principe,» titolo che esso ebbe quando, dopo la morte dell'autore, fu nel 1532 la prima volta pubblicato. Si è anche fantasticato per indovinare da quale autore greco o romano il Machiavelli avesse preso, imitato questo titolo; quale ne fosse la fonte. Ma è un titolo che somiglia a quello di tanti altri libri scritti da S. Tommaso in poi sullo stesso soggetto (De Monarchia, De Regimine principum, De Principe, Institutio principis, etc.), che parmi inutile andarsi su di ciò stillando il cervello. Io non credo neppure che i Discorsi d'Isocrate o il Ierone di Senofonte abbiano ispirato il Principe, come si è qualche volta supposto. Basta un paragone anche superficiale per convincersene. Il concetto fondamentale è sostanzialmente diverso.

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