Note 17 — LIBRO PRIMO
Reading edition
Una prova di tutto ciò possiamo vederla nelle Lettere di una gentildonna fiorentina (Alessandra Macinghi negli Strozzi), pubblicate da Cesare Guasti. Firenze, Sansoni, 1877. Scritte nel secolo XV, dimostrano assai chiaramente come gli affetti di famiglia si mantenessero ancora purissimi in quella parte della cittadinanza che non era guasta dalla vita pubblica. E così vien confermato che allora continuava ad esservi in Italia una società molto diversa da quella descritta dagli storici, i quali troppo spesso non s'occupano di quel che segue nell'interno delle famiglie, nè della vita privata in genere. Anche le lettere di ser Lapo Mazzei, notaio fiorentino, a Francesco Datini, ricco mercante, scritte in sulla fine del secolo XIV e sui primissimi del XV, pubblicate in due volumi dallo stesso C. Guasti (Firenze, Successori Le Monnier, 1880), possono servire al medesimo scopo. Esse manifestano una bontà, purità e pietà cristiane delle quali assai difficilmente si troverebbe negli storici del tempo qualche notizia.