Note 334 — LIBRO PRIMO (continued 4)
Reading edition
Il Tommasini (II, 69, nota 2) dice: — È singolare che al Villari sia parso prima di poter dubitare dell'autenticità dei sonetti, portandone poi un giudizio morale alquanto artificioso, deplorando che il Machiavelli sia sceso tanto basso da deridere i compagni che subirono l'estremo supplizio. Questa derisione non si trova in alcuno dei due sonetti. Il Machiavelli non aveva compagni; ma cagioni della sua sventura. — Come il lettore può facilmente vedere, io ho detto invece che, secondo me, i sonetti sono del Machiavelli, sebbene qualche cosa potrebbe far nascere dei dubbi; ho aggiunto che suoi sono lo stile e la lingua, che vere prove intrinseche per dubitare dell'autenticità non esistono, come aveva giudicato anche il Carducci. Ho concluso poi che li ritengo uno scherzo satirico, perchè troppo cinico e basso sarebbe stato il dire sul serio a Giuliano: purchè tu mi salvi, vadano in malora i miei compagni. E neppur questo il Tommasini può accettare, dicendo che non erano compagni. Non è però possibile negare, che erano compagni di carcere, accusati delle stesse opinioni politiche.