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Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. II

Note 205 — LIBRO PRIMO (continued 3)

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Ebbe lo stipendio di lire 10 il giorno, computato in esse il salario di cancelliere, «che così fu dato altra volta fu mandato in detto luogo.» Corrispondevano a lire 12 di piccioli, in cui venivan comprese lire 2, soldi 4, denari 11 piccioli, pel salario ordinario, che riceveva a Firenze. Il 12 novembre, fatti i conti, risultò che gli spettavano in tutto lire 1416 di piccioli. Aveva già avuto in acconto lire 700; il suo salario ordinario gli dava, per quei giorni, lire 264, soldi 17, denari 2 piccioli; restavano quindi lire 451, 2, 10 che gli furon pagate. Vedi gli Stanziamenti pubblicati dal Passerini, Opere (P. M.), vol. I, pag. LXXVI.

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