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Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. II

Note 127 — LIBRO PRIMO (continued 2)

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La lettera dei Dieci è in data dei 5 aprile, e sopra v'è scritto: Cito ito [ovunque] sia per via. Gli ordinava di trovarsi in Firenze lo stesso giorno, con tutte quelle genti aveva seco, o quante poteva: «Sollecita quanto puoi, perchè il caso lo ricerca.» Questa lettera è pubblicata nelle Opere (P. M.) fra quelle della Commissione al campo contro Pisa. Ne sono aggiunte altre che si trovano fra le Carte del Machiavelli, scritte da Firenze in nome dei Dieci, indirizzate a lui in campo, e firmate col suo nome. Parrebbe così che il Machiavelli scrivesse da Firenze lettere al Machiavelli nel campo di Pisa, tanto più che gli editori (P. M.) non danno spiegazione del fatto strano. Ma ritenendo egli sempre l'ufficio di segretario dei Dieci, la cancelleria continuava a porre in fine delle lettere d'ufficio, secondo l'uso, il nome del segretario, sia in esteso, sia con le sole iniziali, anche se il titolare era assente. Nè le lettere, nè la firma sono, com'è ben naturale, di mano del Machiavelli.

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