Note 19 — INTRODUZIONE
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Così affermano il Cavalcanti ed il Machiavelli, ai quali si attiene il marchese Gino Capponi, sebbene il Berti dell'Archivio fiorentino ed altri, appoggiandosi ad alcuni documenti dell'Archivio stesso, abbiano sostenuto che Giovanni de' Medici non fu favorevole alla legge. Questa, secondo il Machiavelli, fu poi anche da Cosimo, sempre per ottenere il favore del popolo, richiamata in vigore nel 1458. Io ho discusso a lungo la questione nell'Arch. Stor. It., Serie V, vol. I, pag. 185, e non ripeterò ora quello che ivi ho scritto. Aggiungerò solo che, nella prima pagina dei Ricordi di Matteo Palmieri (assai affezionato ai Medici), i quali trovatisi nell'Archivio fiorentino, si parla della istituzione del Catasto nel 1427, ed a carte 52 retro, se ne riparla, ricordando che il dì 11 gennaio 1457 (1458 s. n.) fu rimesso in vigore. Il Palmieri non dice nulla della parte presa dai Medici in favore della legge; ma egli, mediceo dichiarato, al pari del Machiavelli afferma che prima di essa non «mai si poson le gravezze secondo stima vera di sostanze,» e così coloro che ne avevano l'incarico, «aveano a porre, secondo loro discretione, a chi pareva loro, quella prestanza volevano.» Ci sembra che se davvero Cosimo fosse stato, come alcuni vogliono, contrario alla legge, il Palmieri non l'avrebbe così apertamente lodata.