Note 318 — INTRODUZIONE (continued 5)
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Il 19 luglio l'ambasciatore fiorentino A. Bracci scriveva che trattavasi del divorzio fra il signore di Pesaro e donna Lucrezia, «la quale Sua Beatitudine tre dì dopo la morte del duca di Gandia richiamò in Palazzo, dove sta assiduamente.» Nel separarsi dal signore di Pesaro, la Lucrezia si dichiarò disposta a giurare, che non aveva avuto alcuna relazione col marito, e che era perciò vergine. Al quale proposito aggiunge il Matarazzo, a pag. 72: «etiam advenga ad dio che fusse stata e fusse allor la più gran p.... che fusse in Roma.»