Note 273 — INTRODUZIONE (continued 4)
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Ibidem, pag. 514: lettera del 20 settembre 1494. Queste lettere sono scritte quasi tutte da Paolo Antonio Soderini, e indirizzate a Piero de' Medici, che egli poi abbandonò.
Anche il Capponi, che più tardi stracciò i contratti in faccia a Carlo VIII, e tanto contribuì alla cacciata dei Medici, era andato a Parigi come confidente di Piero. Il Commines, nelle sue Mémoires, lo chiama traditore (vol. II, pag. 340); ma egli aveva ragioni personali per essere poco contento di lui. Infatti, quando, insieme con Stefano di Vesc e col Briçonnet, cercò di tramare accordi ed intrighi a favore di Piero de' Medici, gli fu da questo, per mezzo del Capponi appunto, risposto comme par moquerie. (Lettenhove, op. cit., vol. II, pag. 98 e 144). Pare che non si fosse scelto il momento opportuno per queste trattative. Certo è però che, quando furono fatte al Capponi dal vescovo di San Malò proposte contrarie al governo dei Medici, egli ne scrisse subito a Piero, dicendo: «Ho disposto voi non abbiate persona che i fatti vostri tratti con più amore di me.» (Desjardins, op. cit., vol. I, pag. 393 e segg.). La sua condotta non è molto chiara, ma non c'è neppure da fidarsi del giudizio del Commines, perchè egli intrigava allora per conto proprio. Secondo lui Lodovico il Moro aveva dato troppo poco danaro ai ministri del Re: «Si argent ils devoient prendre, ils en devoient demander plus.» (Commines citato dal Lettenhove, op. cit., vol. II, pag. 97).