Note 251 — INTRODUZIONE (continued 4)
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Il Guicciardini, acerrimo avversario del Borgia, dice nella sua Storia d'Italia, che Ferrante fu spaventato della elezione del nuovo Papa a segno tale da piangere, cosa in lui insolita. Il Gregorovius, invece, dalle lettere ufficiali di congratulazione vuole argomentarne che nessuno degli Stati italiani ne fosse allora scontento. Ma forse la verità in questo caso, come spesso, sta nel mezzo, e così crede il Reumont. (Vedi il suo articolo sul Codice Aragonese, nell'Archivio Stor. It., serie III, vol. XIV, pag. 375-421). Che il re di Napoli si fosse opposto all'elezione di Alessandro VI, non può dubitarsene. Nel novembre 1492, l'ambasciatore fiorentino Pietro Alamanni scriveva da Napoli a Piero de' Medici, che il Papa sapeva come il Re aveva cercato d'opporsi alla elezione di lui, «et essendo il Papa della natura che è, il Re non si ha persuadere che lo dimentichi così presto.» Vedi Desjardins, Négociations, ecc., vol. I, pag. 434.