Note 188 — INTRODUZIONE (continued 4)
Reading edition
Questo libro, tenuto generalmente per lavoro del Pandolfini, venne poi sostenuto essere opera dell'Alberti, specialmente da F. Palermo, il quale si scaldò tanto nella questione, e tanto s'esaltò nei suoi Prolegomeni promessi al Padre di famiglia (Firenze, tipografia Cenniniana, 1872), da dimenticare affatto il metodo e i confini di una critica scientifica. Il Pandolfini morì prima dell'Alberti, e difficile sarebbe concepire come egli avesse voluto copiare una prosa erudita, non solo riducendola in una forma parlata, ma ponendo idiotismi e sgrammaticature là dove non erano. Da un altro lato l'Alberti si dichiara esplicitamente autore dell'opera, cosa che non fa il Pandolfini. La questione fu lungamente discussa dal prof. Cortesi, che crede alla priorità del Pandolfini, e dai proff. Scipioni e Pellegrini, che con validi argomenti sostengono l'opinione contraria.