Note 238 — INTRODUZIONE (continued 4)
Reading edition
Sonetti di Matteo Franco e Luigi Pulci, pubblicati senza data di luogo, l'anno 1759. Grande spontaneità e disinvoltura ha il Franco; ma il Pulci è più poeta ed ha più brio. Fra i sonetti del secondo rende chiara immagine dell'autore quello che incomincia:
Costor, che fan sì gran disputatione Dell'anima, ond'ell'entri o ond'ell'esca, O come il nocciol si stia nella pesca, Hanno studiato in su n'un gran mellone, ecc. (Sonetto CXLV, pag. 145).
Il Sonetto VIII:
Ah, ah, ah, ah sa' tu di quel ch'io rido;
il LV:
Don, don, che diavol fia? A parlamento;
il LXI:
Chiarissimo maggior dite su presto,
ed altri moltissimi, che sono del Franco, dimostrano chiaro come egli gareggiasse col Pulci per arrivare alla maggiore possibile facilità e disinvoltura. Nello stesso volume, a pag. 151, trovasi la Confessione a Maria Vergine di Luigi Pulci. In essa l'ingrato peccatore confessa le sue colpe, e riconosce il passato errore:
Però qui le mie colpe scrivo e 'ncarno Con le lacrime miste con l'inchiostro.
Tutto ciò naturalmente non gl'impediva di tornare il giorno dopo a far peggio.