Note 233 — INTRODUZIONE (continued 4)
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Sono ben noti questi versi, che dànno idea chiara dello spirito mordace, comico e scettico del Pulci:
Rispose allor Margutte: A dirtel tosto, Io non credo più al nero che all'azzurro, Ma nel cappone, o lesso o vuogli arrosto; E credo alcuna volta anche nel burro; Nella cervogia, e quando io n'ho, nel mosto, E molto più nell'aspro che il mangurro; Ma sopra tutto nel buon vino ho fede, E credo che sia salvo chi gli crede. E credo nella torta e nel tortello, L'uno è la madre, e l'altro è il suo figliuolo; Il vero paternostro è il fegatello, E possono esser tre, e due, ed un solo, E diriva dal fegato almen quello. (Morgante Maggiore, XVIII, 115, 116).