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Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I

Note 231 — INTRODUZIONE (continued 4)

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Cito a caso alcune stanze tra le moltissime riportate dal Rajna (Propugnatore, anno II, disp. 1ª, pag. 31-33):

Quando più fiso la notte dormìa Una brigata s'armò di pagani, E un di quegli la camera aprìa, E poi entraron ne' luoghi lontani, E un di lor ch'è pien di gagliardìa, Al conte Orlando legava le mani Con buon legami per tanta virtute, Ch'atar non si può dalle genti argute. (Orlando, foglio 92). Quando più fiso la notte dormìa Una brigata s'armâr di pagani, E un di questi la camera aprìa: Corsongli addosso come lupi o cani; Orlando a tempo non si risentìa, Che finalmente gli legâr le mani, E fu menato subito in prigione, Senza ascoltarlo o dirgli la cagione. (Morgante, XII, 88). Tu sei colei che tutte l'altra avanza, Tu se' d'ogni beltà ricco tesoro, Tu se' colei che mi togli baldanza, Tu se' la luce e specchio del mio cuore, ecc., ecc. (Orlando, foglio 114). Tu se' colei ch'ogni altra bella avanza, Tu se' di nobiltà ricco tesoro, Tu se' colei che mi dài tal baldanza, Tu se' la luce dello eterno coro, ecc., ecc. (Morgante, XIV, 47).

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