Note 201 — INTRODUZIONE (continued 4)
Reading edition
Abbiamo già visto nel Pandolfini, che i contadini italiani e più specialmente i toscani, di cui qui sopra si ragiona, avevano nel secolo XV un'agiatezza assai superiore a quella degli altri d'Europa. I novellieri, come per esempio il Sacchetti (Vedi Nov. 88 e 202), parlano spesso di contadini proprietarî ed accorti. Nella Beca di Dicomano, in cui il Pulci descrive la vita dei contadini, uno di essi dice all'amata:
«Tu sa' ch'i' sono ignorante e da bene — Ed ho bestiame e case e possessione, — Se tu togliessi me, io torrei tene.» Vedi anche Burckhardt, Die Cultur der Renaissance (1ª ediz.), pag. 356.