Note 38 — INTRODUZIONE (continued 2)
Reading edition
Per ciò che s'attiene al Petrarca come erudito, bisogna valersi principalmente delle sue lettere, pubblicate con pregevoli note dal Fracassetti: — Epistolae de rebus familiaribus et variae: Florentiae, typis Felicis Le Monnier, 1859-63, tre vol.; — Lettere Familiari e Varie (traduz. con note), cinque vol.: Firenze, Le Monnier, 1863-64; — Lettere Senili (traduzione con note), due vol.: Firenze, Successori Le Monnier, 1869-70. Oltre di ciò assai importanti sono le considerazioni che fa sul Petrarca Giorgio Voigt nella sua opera Die Wiederbelebung des classischen Alterthums, oder das erste Jahrhundert des Humanismus: Berlin, Reimer, 1859. Quest'opera (di cui una seconda edizione assai ampliata, in due vol., fu pubblicata nel 1888, e una traduzione italiana ne fu poi fatta dal professor Valbusa) e quella, molte volte pubblicata, tradotta anch'essa dal Valbusa, del Burckhardt, Die Cultur der Renaissance in Italien, sono della massima importanza per la storia dell'erudizione italiana. Meritano ancora di esser menzionate: A. Mézières, Pétrarque, Étude d'après des nouveaux documents: Paris, Didier, 1868, e Ludwig Geiger, Petrarca: Leipzig, Duncker und Humblot, 1874. Il prof. Mézières si vale molto delle lettere pubblicate dal Fracassetti, ma poco o punto dei pregevoli lavori del Voigt e del Burckhardt; l'opera del Geiger è invece una chiara sintesi di tutto ciò che fu scritto prima di lui, e venne pubblicata in occasione del Centenario celebrato in Arquà il 18 luglio 1874. Il De Sanctis, nel suo Saggio critico sul Petrarca (Napoli, 1869), si occupò del poeta italiano e non dell'erudito. Vedansi anche: Koerting, Petrarca's Leben und Werke (Leipzig, 1887); Bartoli, Storia della Letteratura Italiana, vol. VII (1884); Gaspary, Geschichte der Ital. Literatur, vol. I (1885); De Nolhac, Pétrarque et l'Humanisme: Paris, 1892.