Note 71 — INTRODUZIONE (continued 2)
Reading edition
Vedi Vespasiano, Vita di N. Niccoli; Mehus, Ambr. Camaldulensis Epist. Praefatio, pag. Xxxi, lxiii, lxxxii; Tiraboschi, vol. VI, pag. 125 e seg., e l'opera del Voigt, già citata. Cosimo de' Medici fece porre i libri in San Marco, l'anno 1444, nella stupenda sala costruita a sue spese dall'architetto Michelozzi, la quale fu restaurata ed ampliata dopo il terremoto seguito l'anno 1453. (P. Marchese, Scritti varii: Firenze, Le Monnier, 1885, pag. 135). Più tardi, cioè dopo la cacciata di Piero de' Medici, seguita nel 1494, i frati di San Marco comprarono i codici della libreria privata dei Medici, che vennero poi ricomprati dal cardinal Giovanni, che fu papa col nome di Leone X, ed alla sua morte il cardinal Giulio dei Medici, anch'egli poi eletto papa col nome di Clemente VII, esecutore della volontà di Leone, li riportò in Firenze, ordinando a Michelangelo la costruzione dell'edifizio, in cui dovevano essere collocati, nel chiostro di San Lorenzo. L'edifizio fu compiuto sotto Cosimo I, dopo la morte di Clemente VII, e così fu fondata la famosa libreria Laurenziana. Secondo il Padre Marchese, avendo Cosimo de' Medici pagato i debiti del Niccoli, ed avendo mescolati in San Marco codici suoi con quelli del morto amico, i figli e nipoti ritennero su di essi un certo diritto; e così quando riacquistarono dai frati i libri che erano stati di proprietà privata dei Medici, ve ne inclusero parecchi anche di quelli del Niccoli. Intorno alla storia di queste collezioni, notizie svariate si trovano in Vespasiano, Vita di N. Niccoli, e Vita di Cosimo de' Medici; Tiraboschi, vol. VI, pag. 128 e segg.; Poggio, Opp.: Basilea, 1538, pag. 270 e seg.; Meiius, Ambr. Camaldulensis Epist. Praefatio, pag. LXIII e seg., LXXVI e seg.; P. Marchese, Scritti varii, pag. 45 e seg. Parecchie notizie con nuovi documenti pubblicai io nella mia Storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi. Una breve relazione, Della biblioteca Mediceo-Laurenziana di Firenze; Firenze, Tofani, 1872, fu pubblicata dal cav. Ferrucci bibliotecario e dal sig. Anziani vice-bibliotecario, che ne fu l'autore. Ma tutto ciò che risguarda la storia della privata Collezione dei Medici trovasi ampiamente narrato ed illustrato con nuovi ed importanti documenti dal prof. E. Piccolomini nell'Archivio Storico Italiano, tomo XIX, dispense 1, 2 e 3 del 1874, e tomo XX, 4ª dispensa del 1874. Questo medesimo lavoro fu poi stampato a parte col titolo: Intorno alle condizioni ed alle vicende della libreria Medicea privata, Ricerche di E. Piccolomini: Firenze, Cellini e C. 1875.