Note 832 — APPENDICE DI DOCUMENTI
Reading edition
Nella prima edizione di quest'opera, non credetti di dover pubblicare questa lettera, che trovasi fra le Carte del Machiavelli (cassetta I, n. 49), perchè essa era stata già pubblicata, quasi integralmente, dal Nitti, ed io non la credevo autografa del Machiavelli, nè altrimenti sua. Ora però m'induco a stamparla intera, riscontrandola coll'originale, perchè, riesaminandola e facendola riesaminare, ho dovuto persuadermi che la scrittura, sebbene diversa da quella che era solita del Machiavelli, ne serba tuttavia i caratteri fondamentali. La diversità nasce forse dall'essere egli allora assai giovane, e dall'avere, copiando, scritto con molta più cura del solito. Di qui una forma calligrafica, che assai difficilmente si troverebbe in altre sue scritture.
La lettera non ha data, non ha indirizzo di sorta, non ha firma. Si vede però chiaro, che è diretta ad un segretario della Signoria di Lucca, di Siena o d'altro vicino Comune, e che è scritta da un qualche alto ufficiale della repubblica fiorentina, incaricato di aprire e leggere le lettere che venivano intercette. Essa trovasi fra quelle Carte del Machiavelli, che contengono altre lettere e parecchi scritti non suoi, ma pur di sua mano copiati. Esaminandola attentamente, vi si trova più d'una di quelle cancellature e correzioni proprie di chi, copiando, salta qualche parola, e poi se ne avvede e corregge. Ma oltre tutto ciò, e sebbene vi sia la forma propria del tempo, a me riesce assai difficile crederla del Machiavelli, sia per la lingua, sia per lo stile. Mancano la sua chiarezza, la sua vivacità, evidenza ed acume; le idee sono intralciate, incerte, confuse; la forma è quasi sempre pesante, e non poche sono le ripetizioni. Insomma non vi trovo quelle qualità, che s'incontrano in tutte le opere, in tutte le lettere del Machiavelli, di qualunque tempo sieno. Io non sono riuscito a veder nessuna ragione intrinseca, per crederla decisamente di lui; molte invece ne trovo per dubitarne.