Note 437 — LA LEGGENDA DI UN FILOSOFO (Michele Scotto)
Reading edition
Chiose anonime alla prima cantica della Divina Commedia di un contemporaneo del poeta, pubblicate da Francesco Selmi, Torino, 1865, p. 114. La seconda notizia data dall'anonimo è da collegare, senza dubbio, con una delle interpretazioni di quelle parole del poeta: che ne' fianchi è così poco, allusive, secondo alcuni, a certa foggia di vestire: «abiti corti e strettissimi usati da Scozzesi, Inglesi e Fiamminghi», dice il Daniello. Altri vuole che quelle parole alludano a forma naturale della persona, o a magrezza prodotta da soverchio studio: dubbio grande, che lasceremo volentieri insoluto.