Note 425 — IL RIFIUTO DI CELESTINO V
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«E ingegnonno certi cannoni, li quali rispondeano nella sua camera, e per quelli li parlavano di notte, dicendo com'elli erano angeli da Dio messi; e che nel conspetto di Dio era ch'elli non era sufficiente a tanto offizio, e però ch'elli dovesse rifiutare». Jacopo riferisce il dantesco tôrre a inganno notato di sopra, così alla simonia come alla frode usata a Celestino.