Note 379 — FU SUPERSTIZIOSO IL BOCCACCIO?
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Di falsi santi, di falsi miracoli e di false reliquie, parla a più riprese Salimbene nella sua Chronica, Parma, 1857, pp. 38-9, 274-6. Egli ricorda, tra l'altro, un Alberto, che ha non poca somiglianza con l'Arrigo del Boccaccio. Stefano di Borbone parla di un ladro venerato per santo, e di un santo il quale fu, in origine, un cane (Anedoctes historiques, légendes et apologues tirés du recueil inédit d'Etienne de Bourbon dominicain du XIIIe siècle, publiés par A. Lecoy de la Marche, Parigi, 1877, pp. 328, 325). Intorno a certe particolarità della credenza religiosa e del culto vedi alcune belle considerazioni di M. Guyau, L'irréligion de l'avenir, Parigi, 1887, pp. 90 sgg.