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Miti, leggende e superstizioni del Medio Evo, vol. II

Note 183 — DEMONOLOGIA DI DANTE

Reading edition

Vedi Didron, Iconographie chrétienne. Histoire de Dieu (Collection de documents inédits de l'histoire de France), Parigi, 1843, pp. 543-6; Didron et Durand, Manuel d'iconographie chrétienne, Parigi, 1845, p. 78; Viollet-Le-Duc, Dictionnaire raisonné de l'architecture, Parigi, 1867-68, s. v. Trinité. Non è dunque il caso di ricordarsi con l'Ozanam, Op. cit., p. 108, di Ecate Triforme, e nemmeno è da ricordarsi di Cerbero, sebbene Cerbero possa aver suggerito l'idea di un demonio, non con tre facce, ma con tre teste. Al ricordo di Cerbero è dovuto probabilmente il tricefalo Beelzebub che si ha in una omelia di Eusebio di Alessandria (sec. VI?) e altrove (Piper, Op. cit., vol. I, p. 403). Giovanni Wier dice che il demonio Bael ha tre teste, una di rospo, l'altra d'uomo, la terza di gatto (Pseudomonarchia daemonum, Opera, Amsterdam, 1660, p. 650).

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