Note 118 — IL MITO DEL PARADISO TERRESTRE
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XXII, 1-2. Ebbe a ricordarsene Giacomino da Verona, il quale fa scorrere per mezzo alla sua Gerusalemme celeste un fiume pieno di gemme,
De le quale çascauna sì à tanta vertù, K'elle fa tornar l'omo veclo en çoventù, E l'omo, k'è mil agni êl monumento çasù, A lo so tocamento vivo e sano leva su;
e altre acque la cui miracolosa natura è tale che chi ne beve non morrà, nè avrà più mai bisogno di bere. Mussafia, Monumenti antichi di dialetti italiani, Sitzungsber. d. k. Akad. d. Wissensch., philos.-hist. Cl., vol. XLVI, Vienna, 1864, pp. 139-40. Giacomino non si appaga di quanto, a tale proposito, è detto nell'Apocalissi, ma aggiunge di suo.