Note 3 — IL FANCIULLINO
Reading edition
Od. 8, 499: phaîne d'aoidén.
Badiamo che io non intendo affermare l'etimo di aeidein da a privativo e vid vedere. No: intendo asseverare che cotesto etimo era presente agli antichi cantori. Si confrontino i due versi di Od. 1, 337 seg. che terminano il primo con oîdas e il secondo con aoidoí. Si mediti il 64 di 8: Degli occhi, sì, lo privò, ma gli dava la soave aoidén. Si ripensi l'espressione su riferita: mostrava l'aoidén. Persino, oso dire, giova osservare, riguardo l'accecamento di Polifemo, mangiator d'uomini e bevitor di vino, che polyphemos, oltre a essere il nome del terribile Ciclope, è epiteto dell'aoidos Femio (22, 376). Phemios il cui nome somiglia del resto a quello di Polyphemos. E il Ciclope, che mostra nella Odissea la sua musicalità solo quando (9, 315)
egli con sufoli molti parava le pecore al monte.
musicalità che del resto è nel suo nome, se esso vale, come in 2, 150, «pieno di sussurri o di voci», il Ciclope è presso Teocrito un dolce cantor d'amore, e nessuno dei Ciclopi sa sonar la piva come lui (Theocr. Id. 11).