Note 46 — CONFALONIERI E I PROCESSI POLITICI.
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Anche quì il Cantù, pur difendendo Milano a pagina 150, mediante la pubblicazione del rapporto d'un impiegato dell'epoca, scappa fuori ad accusarla a pagina 271, scrivendo: “il popolo e un vulgo ricco, e fin signore assistettero come a spettacolo a quella scena. Dio lo perdoni ai Milanesi!„ Noi abbiamo voluto raccogliere testimonianze di egregi contemporanei, il signor Negri, il signor Landriani, il conte Giberto Porro-Lambertenghi; e tutti ci hanno assicurato che il “popolo„ era proprio composto dell'ultima feccia, che il “vulgo ricco„ fremeva di dolore o di terrore nelle proprie case; e quanto alle “signore„ pur troppo vi assistette “come a spettacolo„ una sola; sventuratamente nota per illustre casato come per eccessiva spensieratezza; e che un alto ufficiale austriaco, il conte Batthiany, aveva trascinato ad una finestra prospiciente il nefando spettacolo. Siamo un po' giusti anche con questi poveri “Milanesi!„