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Lusitania

Note 32 — LA BELLA INFANTA

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In un canto veneziano, certo cavaliere de Franzia bela uccide a Londra un uomo in duello, e per non aver brighe con la giustizia, prende il volo. Imbattutosi a caso nella donna del morto, che riposava a l'ombra de un giardin, questa sente da lui la sua disgrazia. Il cavaliere, con galantería tutta francese, anzi parigina, si offre di sposarla esso in compenso: ma la buona vedova non abbocca, e risponde:

“No vogio cavalieri, vogio lo mio marí.

Gò tre mulini in aqua, che màsena par mi.

Vive le altre done, e vivarò anca mi.„

Bernoni, Punt. V, p. 11.

Tra questa canzone e la nostra, c'è, come si vede, qualche altra rassomiglianza oltre quella dei tre mulini.

Nel fabliau di Jehan Le Gallois d'Aubepierre, La bourse pleine de sens, il quale non è altro che un apologo in difesa delle donne oneste contro

“Les foles garces tricheresses, qui plus que chas sont léicheresses;„

una moglie affettuosa venderà più che volentieri i suoi mulini, pur di sovvenire il marito caduto in miseria. Lenient, La satire en France au Moyen Age, Paris, 1883, p. 79.

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